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La paura, nemica o alleata, fa parte della Vita

La paura, una figura invisibile e silenziosa, compagna delle nostre giornate, dei nostri passi, figlia legittima di non conoscere e di non conoscersi, verificare, sperimentare, madre, di conseguenza, di tante rinunce.

La paura inciampa spesso il nostro cammino proprio per questo, per essere vista nella sua profondità: vuole aprirci nuove porte e  farci camminare davanti a lei, senza più voltarci a guardarla, rimanendo semplicemente prudenti nei nostri passi, consapevoli e autentici nelle nostre scelte.

Se le si lascia sempre troppo spazio, imprigiona la mente, congela il cuore, blocca il  corpo, rende aggressivi ma infondo remissivi e  incapaci di pensare.

E’ sempre lei che dice non osare, non permetterti, non prendere quella decisione, sino a sfinirci.

E’ sempre lei a chiudere la bocca, bloccare il respiro, far battere forte il cuore, come se non ci fosse più un domani.

Avvolgente come la notte, ama dominare le scene della Vita, nutrendosi delle nostre inquietudini.

Ma cosa accade quando proviamo a guardarla anziché rifuggirla?

Se un bel giorno scegliamo di camminare al suo fianco, per vederla un po’ meglio, come si fa con una persona incontrata ad una festa, curiosando nei suoi colori, nelle sfumature più sfuggenti dei suoi variabili vestiti scopriremo che nasce per farci  sopravvivere.

Istintivamente già nei primi momenti di vita, serve a rendere il nostro corpo prudente nelle situazioni di reale pericolo.

È necessaria per renderci consapevoli, ci insegna a scegliere, a farci domande nuove, a ricercare altre possibili risposte.

Può condurre, se sottilmente conosciuta, ad una più intima connessione con noi stessi, sino a scoprirne l’origine.

Una volta accolta, la paura, può essere restituirla a chi o a cosa l’ha generata per essere  infine dissolta.

Se imparassimo a guardarla per quello che è, a scoprirne i meccanismi nei tortuosi legami che vengono a crearsi, quando giustifichiamo, per paura, atteggiamenti e idee che limitano le nostre libertà e i nostri diritti, i più semplici, i più naturali potremmo scoprire da dove arriva, dove abbiamo l’abbiamo assecondata lasciandole spazio e potere.

Potremmo, andando sempre più nel profondo, sentire che persino quando la paura si manifesta nella più arcaica delle sue rappresentazioni esiste in noi una forza e una conoscenza così potentemente magica, che nasce nell’energia del cuore, così totale e meravigliosa da farci andare oltre la paura, per incontrare la nostra Anima infinita.

Si dissolverà così, come rugiada al sole, non la nostra, ma la sua ultima fatica, l’innominabile paura di perdere la Vita.

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