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Emozioni d’autunno

Forse quel giorno avresti voluto portare lontano i tuoi passi e attraversare terre mai conosciute, aprire gli occhi e trovare davanti a te le mura antiche di una città  tutta da scoprire.

Forse hai detto si mille volte senza pensare a quale mappa stavi aderendo, urlando sottovoce, per non far sentire alla tua anima quella risposta che stringeva il tuo stomaco.

Forse a volte le scelte non erano tue, non le avevi pensate ma certo sentite, come scarpe troppo strette con le quali era impossibile camminare, ma in quel momento non riuscivi ancora neanche a immaginarti, a piedi nudi sull’erba.

Forse non hai voluto far soffrire, non essere un problema, ma una consolazione della Vita, anche piccola, piccola.

Forse quel vestito era di qualcuno che te lo aveva regalato con generosa attenzione, con l’idea buona dell’amore, insegnandoti ad indossarlo come si deve e ad averne cura.

Forse neanche i suoi colori erano poi così belli, ti ricordavano le fatiche di vivere, non avevano le sfumature del cielo che avevi immaginato e sognato, nelle calde notti insonni dell’estate, quando ancora sentivi un battito accendere i tuoi sogni. Eppure hai ringraziato con totale riconoscenza, per quel dono inatteso.

Forse non ti eri ancora risvegliata alla sensazione del tuo corpo che cammina, sull’erba bagnata di rugiada, in una mattina di settembre.

Forse non avevi ancora accarezzato l’orizzonte con quello sguardo stupito, mettendoti a correre tra i tuoi pensieri colorati, per sentire battere ancora forte il tuo cuore.

Forse doveva proprio arrivare settembre che si è sorpreso nel vederti decisa a lasciare andare il passato, pronta come gli alberi sulla collina, che si preparano con immansa ricchezza ad incontrare l’autunno.

Adesso, in quel sentirti viva preziosa e forte, sei regina nei tuoi pensieri, nel tuo respiro, nel tuo corpo.

Forse ora che stai ascoltando l’amore che vibra potente nel tuo essere, con un suono più dolce e conosciuto, forse ora saprai raggiungere le mura di città  nuove, parlare parole che emergono o tacere, senza voltarti a guardare indietro ma lasciandoti cullare dalla felicità di essere chi sei.

 

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