Accademia di Tara

Dove incominciano i sogni?

Dove incominciano i sogni?

Settembre è il mese degli inizi, le scuole, le palestre, il lavoro, i corsi, siamo tutti, un po’ curiosi e un po’ sospesi, nel nostro intimo sentire, come quando si aspetta una notizia e si spera sia buona.

Settembre, nelle ombre che cambiano, allungandosi tra i colori che annunciano silenziosi e un po’ intimoriti l’autunno.
Settembre nell’aria fresca del mattino, nell’uva fragola, nei fichi appena raccolti di un piccolo albero che esprime finalmente, il meglio di se.

Si, settembre è per me il mese dei grandi progetti, delle grandi sfide: è quel fermento che sento, nel corpo e nel cuore, la mattina appena apro gli occhi e ringrazio.
Si, più di tutti ringrazio settembre, perché il 15 del 2012, Terra di Tara apriva le porte alla Vita, a quella di tante belle persone e alla mia.

A volte mi costa fatica ritornare indietro, nutro un rispettoso amore per il presente, per le sensazioni nuove, anziché perdermi nel rimescolare sbiaditi ricordi, ma sento sia importante, scendere in quello spazio, per portare un pensiero a chi ora sta cercando il suo sogno.
Se tu stai cercando il tuo sogno, se ti stai chiedendo dove incominciano i sogni, forse queste parole, potranno farti guardare l’orizzonte con un’apertura nuova.

Un bel respiro, un lungo spazio di silenzio, un’emozione che ti sale sino agli occhi, una domanda.

Hai tutto il tempo, perché nella presenza attenta di te, forse, sta accadendo un miracolo.

I sogni incominciano, quando tra le erbe secche della paura, intravedi la possibilità di far spazio al seme che sei, quello che dorme al sicuro, tra la vita di sempre, tra le parole degli altri e le tue intuizioni, spente troppo presto, nella fretta di distogliere lo sguardo.

Incominciano quando ti rendi conto di essere viva, di essere la sola persona al mondo, ad essere responsabile della tua Vita, delle tue scelte, dei tuoi pensieri pieni di limiti e del tuo futuro.
I sogni incominciano quando a volte non hai altra scelta che prenderti per mano, come un’amorevole Madre e ascoltarti, come mai ti sei permessa di fare.

Là dove incominci a pensarlo possibile, immaginando nuove vie, nuovi incontri, nuovi percorsi, là inizia un nuovo sogno. 
Si srotola malizioso e tenace, come un bambino che sa come convincerti, ti fa uscire fuori al sole, per giocare con lui.

Ti farà sentire folle, diversa, irriconoscibile, ti addormenterà la sera fra mille paure, per risvegliarti al mattino, con nuove inimmaginabili energie.
Neanche saprai più chi eri prima, su che piedi camminavi, cosa pensavi di te e cosa pensavano gli altri.

Un bel respiro, il tempo che ti serve, un’emozione che sale sino agli occhi e la certezza che stavolta te la permetti fino in fondo, poi una domanda: “Cosa sogno, cosa sono qui a fare, in questo giorno di settembre, con le ombre che si allungano sui colori, annunciando un po’ timorosi l’autunno?”
Come posso realizzare il mio essere, così come sa fare il piccolo albero di fichi, esprimendo finalmente la Vita?

Resta ancora un momento, a guardare l’orizzonte, attendi con fiducia che il tuo respiro si mescoli alla luce.

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Tradire le Idee Fisse

L’importanza di cambiare idea

Ci sono cose che non vorremmo vedere e sentire, ci sono opinioni che non vogliamo cambiare, ci sono idee fisse impossibili da abbandonare, ci sono abitudini che neanche sappiamo di avere e che non cambieremmo per nulla al mondo.

Forse dipende dal fatto che i nostri genitori ci hanno insegnato che se cambi idea sei sbagliato, tradisci te stesso e gli altri.

In una certa cultura era così.

Così ci radichiamo al più presto in una idea che non è proprio la nostra e potremmo non accorgerci che non è più funzionale alla nostra vita.

La distanza che si crea tra ciò che pensiamo di dover essere e ciò che è il fluire nella vita, l’affidarsi, l’accettarsi impedisce di essere sereni.

Il nostro meglio vive autentico attraverso i piccoli gesti quotidiani, nel prenderci cura di noi stessi e di chi ci è vicino, permettendoci il grande potere del dubbio, dell’ascolto, della qualità animica della curiosità e della capacità di mantenere sempre aperta la mente.

Quando portiamo attenzione ad ogni passo, abitiamo la gratitudine anziché il lamento e tra l’amore che pretendiamo dal mondo e l’energia di amore che siamo non passa neanche un soffio di vento, allora saremo veramente liberi di varcare la soglia di ogni cuore, di ogni sogno e di ogni destino.

Perché, anche se non ci piace pensarlo, il destino siamo noi, anche se non ci piace scegliere, o avere la responsabilità di pensare qualcosa di diverso e preferiamo seguire il flusso degli eventi scelti da altri, anche così influenziamo il nostro destino.

Le grandi menti nel passato e ancora oggi hanno sempre pensato qualcosa di diverso dagli altri, hanno cambiato e cambieranno il mondo nonostante siano e saranno ancora, ostacolati e uccisi per le loro intuizioni, le loro ricerche libere e il loro amore.

Tutto così scomodo, così geniale e pulito, da essere Vero.

Succede sempre, succede ogni giorno, ma se penseremo con il cuore non conosceremo sconfitta, saremo sempre pronti, ancora una volta, a fluire semplicemente nella Vita, in una nuova frequenza anche oltre la vita stessa.

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Il Lamento

Il Lamento

Una delle esperienze più interessanti che ho sperimentato nei primi tempi della ricerca personale è stata quella di portare attenzione al lamento.
Usiamo il lamento già dai primi momenti, ci aiuta ad esprimere ciò che ci infastidisce ed è assolutamente funzionale per palesare le prime emozioni che incontriamo nel grande spettacolo della Vita.
Vivo una esperienza e se non mi piace, attraverso il lamento, imparo che molte volte altri si attivano per cambiarla. Imparo presto che se ho freddo, fame, sonno, sono stanca, sono annoiata, sono arrabbiata, sono qualsiasi cosa i miei sensi e le mie emozioni, mi portino a riconoscere di me, se mi lamento qualcosa accade.

lo sviluppo della consapevolezza mi darà altri strumenti per cambiare una situazione: esprimo il giudizio, una opinione, scelgo, rimedio, riformulo, ripropongo, trasformo e ottengo i cambiamenti necessari a rendere più autentico il mio modo di essere, a farmi sentire più integro.

Diverso è quando il lamento diventa un modo di essere, di presentarsi al mondo, un atteggiamento, una abitudine, in quel momento il lamento diventa disfunzionale e limitante.
Ecco che incomincio a relazionarmi troppo spesso attraverso di esso, ricalcando ogni aspetto della vita, divento giudicante, risucchiata e quasi posseduta da un modo di interpretare le cose che accadono, con un tipico “mugugno” che mi pervade e toglie energia a me e inevitabilmente a chi ho vicino.
Il lamento diventa presto una forma di pensiero che colora le mie scelte, le limita, mi trattiene nella paura, mi fa sentire e riconoscere come vittima di qualcosa o di qualcuno.
Il lamento, anche se non verbalizzato, esiste spesso sullo sfondo come un’ombra, pronto a togliere vitalità, limitando quella frequenza necessaria a trasformare i nostri sogni in Realtà

Come uscire da tutto questo?
E’ importante riconoscere il lamento in ogni sfumatura e frequenza, ricorrere all’osservatore interno che intervenendo riaccende la luce della consapevolezza.
Attraverso l’ascolto di noi stessi e l’atto di volontà necessario ad ogni cambiamento, in un atteggiamento di gratitudine e amore per la Vita, cominciare ad osservare i nostri pensieri, senza giudizio.
Provando l’esperienza del non lamento, avremo a disposizione un’energia rinnovata e trasformatrice che ci permetterà di vivere da interpreti principali il magico spettacolo che amo chiamare Vita.

Mariangela Vinai

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Naturopatia

Il Processo di Crescita Personale

Quando si parla di “Crescita Personale”, “Sviluppo della Coscienza e della Consapevolezza” si descrive un processo che, attraverso diversi stadi, permette alla persona di dare un senso all’ Esistenza, di affrontare gli eventi del quotidiano con minor fatica e di realizzare il proprio potenziale umano.

Attraverso questo processo si diventa gradualmente responsabili, integri in un’ottica di completezza.

Si diventa sensibili ai messaggi trasmessi attraverso il corpo dalle percezioni e dalle sensazioni, senza trascurare gli aspetti cognitivi delle varie situazioni, ci si orienta con maggior sicurezza e serenità negli accadimenti della vita.
Ci si apre alla relazione, alla capacità di accogliere il diverso da sé, l’imprevisto, il cambiamento come parti del progetto della nostra vita, a volte misterioso, a volte difficile, o miracoloso del quale siamo comunque co-creatori.

Si incontra una qualità di Amore slegato dal bisogno, dalla dipendenza, dal giudizio e dal possesso, ma ricco di passione, radicamento e gratitudine.

Diventa così più facile e frequente abitare quello spazio interiore definito “Se”. Questa è una zona dove impariamo a scegliere i pensieri che vogliamo pensare, vivere emozioni intense senza paura, affrontare gli eventi della vita con atteggiamento positivo, non soffrire per sensi di colpa, avere più Calma ed Energia. In una parola Essere Integri.

Come abbiamo detto l’evoluzione della Coscienza è un processo, un percorso che prevede diverse tappe, percorribili per ognuno con tempi differenti.
Ogni tappa ci condurrà ad un diverso stato di coscienza che sarà rivisitato e aggiornato costantemente durante il nostro percorso di vita.

Il punto di partenza di questo viaggio che abbiamo chiamato “Crescita Personale” è lo stato di coscienza ordinario, quella situazione in cui si ha poca o nessuna consapevolezza di se stessi e si è pressoché completamente proiettati all’esterno.
E’ uno stato di separazione: noi ed il mondo.
Gli altri rappresentano l’elemento a cui spesso dare la colpa di ciò che ci accade.
La mente è la nostra padrona, contiene tutte quelle idee fisse e stereotipate che ci permettono comunque di camminare faticosamente nella nostra vita.
Il passato ingombra sempre, o molto spesso, il presente ed il futuro.
Ci consolano i beni materiali anche se per poco tempo.
Le emozioni ci disturbano, sovente ne abbiamo paura e comunque poca percezione.
Viviamo in funzione degli altri, cercando amore e riconoscimento ma quando arriva non ne sentiamo il nutrimento.
Potremmo continuare per ore a descrivere le situazioni disfunzionali che caratterizzano lo stato di coscienza ordinario, ma riassumiamo dicendo che in questa situazione la Vita ci scorre accanto come un film di cui non siamo registi, ma solo attori o comparse.

A questo punto può nascere in noi il dubbio che la Vita non sia proprio così.
Abbiamo sentito parlare di “Spiritualità” ed allora, ancora con il nostro solito approccio “sono fatto così”, ci rivolgiamo alle innumerevoli offerte che troviamo su internet (non molto tempo fa avremmo dovuto raggiungere almeno un Monastero) per capire.
Se siamo attenti, fortunati, o semplicemente pronti, incontreremo persone che con i più disparati approcci, metodi, o tecniche, per prima cosa ci diranno che non c’è nulla da capire ma molto da comprendere, cioè da far scendere nella esperienza corporea ed emozionale.

Per motivi puramente didattici dividiamo questo processo in varie Fasi ben sapendo che esse sono solo in parte propedeutiche e che spesso ci ritroveremo a passare, anche in un solo giorno, da una all’altra fase.

1)   Fase dell’osservazione
il Percorso di “Crescita Personale” inizia con il Processo di osservazione: attraverso le tante tecniche di Meditazione, lo Yoga, lo Shiatsu, e altre mille discipline antiche e moderne atte a generare rilassamento ed a sviluppare l’attenzione e l’ascolto impariamo che noi non siamo i nostri pensieri, o le nostre emozioni, che la nostra mente è importante, ma non è l’unica bussola con cui navigare nella vita, che possiamo fidarci delle nostre percezioni e sensazioni.

Gradualmente riconosciamo le nostre necessità, i nostri diritti umani, i nostri desideri e sogni, e identifichiamo ciò che ci ha allontanato da tutto questo.
Inizia così a svilupparsi dentro di noi quello che definiamo il Testimone, un osservatore attento, non giudicante, fenomenologico, accogliente che permette l’inizio del Processo di disidentificazione.

2)    Fase della disidentificazione e della integrazione
In questa fase, gradualmente e a volte con difficoltà, lasciamo andare quelle che sono le nostre idee fisse su come dovrebbero andare le cose, il giudizio nostro e altrui, gli introietti con cui siamo stati allevati e favoriamo il processo di integrazione.
Comprendiamo che la vita non è come dovrebbe essere. E’ quella che è. Il modo in cui la si affronta fa la differenza.
Rivisitando la nostra storia personale da un punto di vista nuovo, diventiamo capaci di accogliere anche quelle parti di noi che non ci piacciono troppo, di accettare il passato per quello che è stato sapendo che il presente ed il futuro possono essere altra cosa.
Sono le fasi in cui incontriamo la paura, la confusione e la destabilizzazione e le resistenze.
Per attraversarla si richiede coraggio e determinazione.
Di grande aiuto, in questo frangente è il percorrere questa fase in compagnia di altre persone con il medesimo intento: il Gruppo, un posto sicuro dove condividere e contemporaneamente insegnare e imparare.
In un’ottica di attraversamento della propria ed altrui esperienza il rispecchiamento diviene condivisione formativa.

3)   Fase della accettazione
Le precedenti fasi sfociano nel processo di accettazione, quella situazione in cui può avvenire il perdono e la pacificazione con i nostri vissuti.
E’ questa una fase di graduale riconoscimento della nostra storia personale come unica, alla quale dare il valore che le spetta.
Usciamo finalmente dal ruolo di vittima per entrare in quello di protagonisti.

4)   Fase della Consapevolezza
Raggiunto questo stato di equilibrio inizia la fase dello sviluppo della Consapevolezza.
Liberati dai nostri preconcetti entriamo in nuove esperienze con curiosità, creatività, sostenuti da una presenza costante.
La nostra qualità di Amore è cambiata: proviamo Amore per l’essere che siamo, sappiamo riconoscere nel prossimo, con misericordia, (letteralmente ricordandoci delle nostre miserie) parti di noi.
E’ ciò che ci induce ad essere meno giudicanti, più comprensivi.
La consapevolezza di chi siamo fa si che i nostri confini siano chiari, ben identificati, ma flessibili, adattabili alle mutevoli situazioni.
Ci è chiaro il concetto di responsabilità.
Riconosciamo i nostri talenti e le nostre fragilità, sappiamo di poter cadere, ma siamo in grado di rialzarci più velocemente.
Conosciamo gli effetti della paura e siamo in grado di scegliere di stare nella fiducia.
Il nostro stile di vita è diventato semplice, sobrio e nel contempo ricco;  spesso ci sentiamo pieni di gratitudine.
Tutto questo, con buona probabilità, genererà buone relazioni con noi stessi, con il prossimo e con tutto il Sistema che ci circonda.

5) Fase di consolidamento della Consapevolezza
Il Processo di consolidamento della consapevolezza dura per tutta la vita, ci saranno sempre prove per permetterci di vedere quando perdiamo il nostro centro e ci accorgeremo di quando serve un respiro profondo per ritrovare la nostra integrità e coerenza.

6) Fase dell’irradiazione
A questo punto è possibile nasca in noi il desiderio di irradiare attorno a noi quella “luce” che sentiamo di avere dentro: entriamo nella fase della comunicazione.
Desideriamo trasmettere ad altri lo stato di benessere che viviamo e potremo scegliere di farlo in infiniti modi: con i nostri lavori, con la nostra arte, con il metterci al sevizio di un disegno globale di sviluppo ed evoluzione della coscienza collettiva.
Di solito, sentita questa pulsione, inizia una ricerca che può sfociare in un progetto formativo: che sia un Corso o un’esperienza, si attiva in ogni caso la volontà (ed anche la necessità) di apprendere modalità adatte allo scopo.

7) Fase della trascendenza
E’ una fase che in qualche momento tutti raggiungiamo, di fronte ad uno spettacolo della natura, quando siamo artefici o testimoni di un gesto estremo, eroico, un evento inaspettato, un orgasmo…
Quando si è ampliata e sviluppata la Coscienza e la Consapevolezza questo stato dell’essere è più facilmente raggiungibile e la sua comparsa è più frequente.
Le parole non sono adatte ad esprimere questi attimi diremo soltanto che è la semplice sperimentazione dell’Essere, l’esperienza del Tutto.

Vibriamo in sintonia con l’esistenza e quanto espresso da Albert Einstein ci appare chiaro:
“Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. “Sintonizzati” alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà.
Non c’è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica.”

La spiritualità non è un modo di essere, è un modo di camminare.

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Cammino lento

Il Tempo Lento

Il 2019 è stato definito l’anno del turismo lento, questo mi fa riflettere su quanto poco conosciamo di ciò che ci circonda, sul fascino delle nostre terre, dei sentieri tra i boschi o delle antiche vie del sale, che silenziose e dimenticate, si snodano tra le pianure e le montagne sino al mare, dove il vento sembra ancora accompagnarci a sentire le voci, di chi con pazienza e fatica le percorreva.

Rifletto, per analogia, sulle nostre terre interiori, ai possibili percorsi introspettivi, ricchi di scoperte, di svolte e intuizioni che ci portano a trovare in noi le risposte, anziché cercarle fuori, attratti da mete intricate che ci spingono spesso lontano dalla gioia semplice e unica di stare, nella quiete di un Se conosciuto e vibrante.

In questo anno dei cammini lenti possiamo divenire curiosi viandanti e turisti di noi stessi, per sentirne la ricchezza, per sentire sicuri i passi nelle scelte e nei cambiamenti della vita, per camminare in terre finalmente, profondamente amate, per dare nuovi valori ad un mondo confuso e attraverso l’esperienza e la lentezza, riscoprire il sapore prezioso del Tempo.

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la mente puo scegliere

La mente può scegliere

“Camminavo nel bosco sul piccolo sentiero che mi conduceva a casa, il buio della sera mi riempiva di inquietudine…”
 
Il buio ci fa sentire senza protezione, ci porta nelle nostre paure più antiche.
La paura confonde le idee, toglie energia, blocca il respiro, la paura non fa crescere, serve a difendersi dal pericolo imminente.
Impregna le ferite del passato e le alimenta, per riportarle nel futuro, senza via di fuga.
 
…”Non voltarti a guardare, la paura così non ti prenderà”
disse mia nonna che mi seguiva a pochi passi di distanza, la sua voce gioiosa si confondeva tra i rumori del bosco.
Stavamo tornando dal Rosario di maggio, non ho mai scordato quella frase, è stato allora che ho imparato che avrei potuto guardare solo ciò che mi serviva guardare, per non essere preda della sopravvivenza, ma per lasciarmi prendere dalla vita.
 
Vita è sperimentare per capire ciò che ci fa stare bene, Vita è scrivere ogni giorno una pagina nuova, dove il passato non colora più il foglio, dove il futuro non ha nessuna importanza, perché ad oggi sconosciuto.
 
È stata quella la prima volta che ho scelto per me, che ho sentito nel corpo sciogliersi la tensione, nei pensieri leggerezza, nei miei passi di bambina la trasformazione della paura in coraggio.
In quel momento ho sentito che la scelta era solo mia, mia la responsabilità, mia la forza di lasciarmi attraversare da questa emozione senza arrendermi, se non per poco.
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L’ importanza della Gratitudine

Insegniamo ai bambini a dire “Grazie” ogni qual volta ricevono qualcosa e si considera buona educazione ringraziare in molteplici occasioni durante il giorno. Questo automatismo rischia di farci perdere il vero senso del ringraziamento relegandolo ad una buona abitudine.

Nei mille “grazie” che diciamo in una giornata il più delle volte manca il sentimento che dovrebbe dar vita a questa parola: la gratitudine

Citando Oscar Wilde 
“Io non voglio cancellare il mio passato, perché nel bene o nel male mi ha reso quello che sono oggi. Anzi ringrazio chi mi ha fatto scoprire l’amore e il dolore, chi mi ha amato e usato, chi mi ha detto ti voglio bene credendoci e chi invece l’ha fatto solo per i suoi sporchi comodi. Io ringrazio me stesso per aver trovato sempre la forza di rialzarmi e andare avanti, sempre.”

Provare il sentimento di gratitudine nei confronti del prossimo e di noi stessi ci connette all’Esistenza, apre la porta all’accettazione di tutte le situazioni che non ci è dato di cambiare e ci permette di non sentirci debitori per le infinite cose belle che ogni giorno ci succedono e che spesso diamo per scontate per il semplice fatto che non ci sono mai mancate.

Uscire dall’automatismo del grazie vuoto e formale non è difficile, basta far precedere alla buona abitudine di dire grazie quella di trarre un profondo respiro. Il respiro ci connette con il nostro sentire profondo. Nel dire “grazie” potremo così percepirne la vibrazione e concederci la bellissima sensazione di leggerezza ed allegria che il sentimento sincero della gratitudine offre.

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La visione olistica

Secondo visione olistica della realtà, anche la più piccolissima parte contiene tutti gli elementi dell’intero di cui ha fatto parte.
 
Per la Bibbia, “chi afferra una parte dell’essenza, ha afferrato l’essenza intera”; per la Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto “come in alto così in basso”. Questi princìpi sono la base della visione olistica nell’approccio alla scienza e alla cultura.
 
La visione olistica sa che la più piccolissima parte contiene tutti gli elementi dell’intero di cui ha fatto parte. Non a caso la singola cellula del corpo umano contiene, nel DNA, l’informazione globale del corpo e della mente, grazie alle quali riesce a comunicare e relazionarsi continuamente con l’intero sistema cellulare. La cellula a sua volta è un macrocosmo in cui ci sono dei complessi cicli biochimici. Lo stessa visione olistica la troviamo nella religione, quando si sostiene che chi comprende anche una sola piccola parte dei Testi Sacri è come se avesse compreso l’intero messaggio! Perfino il cabalista dall’interpretazione di una sola lettera o frase riesce a scoprire profonde conoscenze spirituali e umane.
 
Per l’Enciclopedia Britannica l’olismo è “una teoria che fa dell’esistenza di ‘totalità’ una configurazione fondamentale del mondo. Esso considera gli oggetti naturali, sia animati che inanimati, totalità e non semplicemente raccolta di elementi o parti. Questi corpi o cose non sono assolutamente divisibili in parti, in un modo o in un altro essi sono una totalità che vale più della somma delle parti”. Per il mistico George Gurdjieff, “ogni cosa può influenzare le altre e esserne influenzata”. Tale principio è alla base del concetto di “sincronicità” espresso da Gustav Jung e di quello di “non-località”. La visione olistica della realtà, quindi, considera l’esistenza composta di piani compenetrati di energie più o meno sottili, non separabili in fisici o spirituali.

Che il pensiero scientifico deve andare oltre la semplice materia e tener conto anche della visione spirituale del mondo, lo ha sostenuto anche Albert Einstein, convinto che tutta la materia non è altro che energia vibrante con diversa intensità e frequenze.

La visione olistica la troviamo anche nello studio dell’atomo da parte del fisico Wolfgang Pauli, premio Nobel nel 1945, che riuscì a dimostrare l’esistenza di una reale comunicazione dell’atomo come totalità, come se gli elettroni che lo costituiscono fossero costantemente a conoscenza l’uno della posizione dell’altro o della situazione in cui si trovano. Tali intuizioni hanno permesso lo sviluppo della ricerca sull’infinitamente piccolo e sull’infinitamente grande, per svelare ogni alchimia biologica del corpo e della mente. La stessa moderna fisica quantistica, riuscendo ad entrare nella vera essenza della materia ha potuto scoprire con metodo scientifico ciò che è sostenuto intuitivamente anche da antichissime culture e ricercatori: l’intero sistema vivente è interconesso, è olistico!

  • Medicina ufficiale e olismo.
    La medicina ufficiale si occupa soltanto della malattia, l’ambito della medicina olistica spazia dalle malattie vere e proprie al benessere fisico, mentale e sociale.
  • E’ tutto olismo quel che luccica?
    La medicina olistica è un campo vastissimo, ancora mal definito e compreso che, grazia alla visione olistica della realtà va oltre la specifica terapia; prestandosi a mille speculazioni.
  • Quando la medicina diventa verde.
    Tutto il mondo scientifico e medico è stato influenzato, indirettamente, negli ultimi decenni dall’evoluzione della cultura ecologica, che ha evidenziato la stretta relazione tra crisi ambientale e crisi della salute.
  • La concezione olistica della salute.
    Chiunque di noi può aprire un’enciclopedia medica o una rivista scientifica di medicina e rendersi conto che stiamo attraversando una fase di transizione, un “punto di svolta” come lo chiama il fisico Fritjof Capra.
 
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A piccoli passi verso la felicità

Meriti di essere felice!

Mentre attraversi la vita con le sue difficoltà e le sue precedenze.

Meriti di esistere, di non avere paura!

Esisti come corpo fisico, come mente, come energia, ma più di tutto esisti attraverso la relazione con ciò che ti sta intorno, con le persone a te care, così come con colleghi di lavoro o i vicini di casa.

Nella Accademia di Tara, con diversi approcci Olistici individuali e di gruppo, ti possiamo accompagnare verso questi stati dell’animo.

Molte parole vengono spese sul benessere e sulla felicità, noi preferiamo fartene fare esperienza, in quanto le parole restano teorie mentre l’esperienza si trasforma in vissuto, diventa relazione.

Ci piace pensare alla vita in modo originale: molti pensano al passato come migliore del presente “i bei tempi andati”

Al di la’ degli anni che passano ciò che conta è sentirsi in pace, essere coerenti con le proprie necessità, saperle esprimere, difendere, ma prima di tutto saperle riconoscere.

Per noi il momento migliore della vita è adesso quello che si vive in presenza, ascolto e amore di Se.

Un Consulente Olistico-Relazionale può accompagnarti in questa tua personalissima ricerca della tua felicità, a piccoli passi, con l’ascolto, la condivisione, le domande necessarie a far sì che emergano in te le risposte.

Spesso amiamo ripetere, dalle parole del “Piccolo Principe”: “Il Mondo ha bisogno di persone felici”

Un cuore che vibra di felicità farà risuonare altri cuori e la vita sarà meglio per tutti, nessuno escluso!

Oggi sappiamo che la vibrazione della nostra felicità è in grado di risuonare come un diapason nell’universo, di incontrare l’energia del mondo ogni giorno e ogni giorno espandersi e noi ne siamo responsabili.

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relazioni

Come potrebbe essere…

L’Universo ti viene in aiuto quando cerchi con sincerità di rendere funzionali e semplici le tue relazioni, permettendoti di esprimere la natura di ciò che sei, nella profondità dei tuoi sentimenti ed emozioni.

Non lasciare che il viaggio verso la realizzazione dei tuoi sogni si fermi davanti alla sfiducia, al tempo, ai problemi contingenti, all’abitudine mentale di porti in un angolo rispetto a tutto il resto…

Come potrebbe essere se ti mettessi al centro e cominciassi proprio dal tuo Se’ a relazionarti con il mondo?

Ognuno di noi ha la sua via verso l’apertura della Coscienza e tutto è utile a raggiungerla, tutte le esperienze che facciamo lasciano qualcosa, per quanto in quel momento siamo disposti ad accogliere, imparando ad “imparare”…

Allora veramente cambiano i nostri pensieri, cambia il nostro modo di guardare la vita, si trasformano le persone che ci sono accanto.

Non fermarti se il conosciuto da sicurezza, lo sconosciuto spaventa, il giudizio frena, la mente resta appesa alle credenze, con i suoi pregiudizi e i suoi limiti.

Se vuoi cogliere un’occasione vieni a conoscerci, a Terra di Tara potrai fare esperienza di te, partendo dal tuo sentire, da come ti relazioni, dalle tue aspettative e reali capacità e talenti. Potrai fare chiarezza su come ti metti in gioco nella vita.

Potrai vederti con una prospettiva diversa, essere presente alla relazione mente corpo e sentire in te l’energia che sei.

La calma mentale e la felicità appartengono ad ogni essere ed ogni essere è qui per farne esperienza.

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