il-virus-01

Il Virus

C’è, ne sono certa, un Virus, che dilaga tra le menti umane.

Arriva dalle regioni del Cuore, dove soffiano instancabili i venti di Cambiamento.
Scatena tempeste di Coraggio e alimenta, nuove e antiche emozioni.
Raggiunge i posti più impensabili del pianeta, quelli più nascosti e quelli più conosciuti.
Sono sicura che ogni essere, potrà essere contagiato, da questa grande, disarmante,
inarrestabile potenza.

I sintomi sono soggettivi, inizi a sentire un po’ di confusione,
un certo disagio nello stare nella tua pelle,
ti sembra persino di non provare più appagamento nelle solite cose, quelle che ti sono sempre andate bene.
Anche se non lo hai mai fatto prima, provi un certo inaspettato desiderio di stare con te,
quasi vorresti avere più tempo per vivere attimi in solitudine, in natura.

Incredibilmente non senti tutto quel bisogno di essere confermato e approvato dagli altri.
Il tuo corpo avverte, la necessità di stare comodo, di coccolarsi nelle emozioni più piccole, di fermarsi un momento in uno sguardo, il tuo.
Ti riemergono ricordi di quando eri bambino/a, piccoli importanti eventi, che pensavi dimenticati,
o inspiegabili sapori che si accompagnano a immagini, banalmente deliziose.
Quasi ti imbarazza il pensiero di te così vulnerabile alla commozione: devi prestare attenzione al pianto che si presenta improvviso,
come la neve a primavera, che copre di meraviglia le violette del prato.

Pensi ad un antidoto, ma miracolosamente senti di non aver voglia di fermare quell’Uragano che sale dai piedi ora più radicati.
Ti vedi come quel grande albero che hai scoperto ieri, per la prima volta, nel parco davanti a casa, forte e potente.
Senti nel petto un calore crescere e ti misuri la febbre, eppure deve esserci una ragione,
a questa sensazione così amplificata, così conosciuta e sconosciuta, nello stesso attimo,
che fa battere il cuore, come se fosse la porta di un misterioso castello, forse potresti andare ad aprire!

Forse potresti uscire, forse potresti lavorare di più, forse potresti cercare un amico, ma non fai nulla,
non cerchi più, non vuoi più ricordare, vuoi solo restare con quel rinnovato respiro, con quel nuovo sguardo, il tuo.

Devi aver “preso” qualcosa di strano, non ti riconosci, persino la tua voce, quando chiami il gatto,
sembra diversa, lui ti guarda fisso negli occhi e con un barlume di rinnovata speranza si fa aprire la porta di casa.
Ecco, un sospiro improvviso ti scuote, stai cominciando a comunicare con ogni cosa intorno a te in modo nuovo.
Non trovi parole per descriverlo, ma sembra che il Mondo si stia accorgendo di Te.
Alcune persone per strada, incontrando il tuo sguardo ti sorridono, arrivi persino a pensare che
anche loro siano state contagiate, ne sei improvvisamente felice.

Allora forse non è poi così male, questo vivere dentro, in questo spazio incantato del cuore.
Dove la luce è sempre accesa, dove i bisogni di dilungarsi in parole vengono meno,
dove contano verità e coerenze, sincerità e trasparenze, relazioni e presenze.
Dove le cose della vita diventano oggettivi, resilienti ricordi e il domani semplicemente da vivere
con quel riconosciuto, inatteso, inesplorato, inimmaginabile, irrinunciabile, pieno, contagioso “Senso colorato del Vivere”.

Condividi!
le-tecniche-di-meditazione-01

Le Tecniche di Meditazione

Meditazione è una parola che arriva dal latino meditatio, ovvero “riflessione”. Questo termine però non chiarisce a fondo il concetto di Meditazione.

Si tratta in pratica di portare l’attenzione nel momento presente, al respiro e alle percezioni corporee con un atteggiamento di sospensione di giudizio e di accettazione di quello che succede. 
La Meditazione è in sostanza un metodo per conoscersi a fondo e lavorare con se stessi che può generare uno stato di profonda pace interiore quando la mente è calma e silenziosa.

La Meditazione non è una pratica religiosa: sebbene venga impiegata da millenni in diversi rituali religiosi e sia affine alla preghiera sotto molti aspetti, la meditazione nasce molto prima delle religioni, e la pratica meditativa in sé non è collegata in alcun modo ai rituali sacri. L’unico punto in comune è la possibile riscoperta della propria spiritualità.
La Meditazione non è un mezzo per indurre visioni mistiche e non va praticata aspettandosi effetti speciali, qualunque aspettativa rende vana il tentativo di meditare.
La Meditazione può essere usata come una semplice tecnica di rilassamento o come un mezzo profondo per la crescita della consapevolezza, come una forma di cura di sé.

I benefici della meditazione sono ormai noti ed esistono letterature corpose e solide evidenze scientifiche.
La National Library of Medicine, creata dal governo federale degli Stati Uniti d’America, è la più grande biblioteca medica del mondo e accoglie moltissimi studi pubblicati sulle riviste medico-scientifiche che trattano dei vantaggi derivanti dal praticare la Meditazione e quanto la Meditazione possa aiutare a ripristinare uno stato di benessere e di equilibrio.

Le differenze fra le tecniche meditative esistenti e gli scopi del meditare sono davvero molte: dalle tradizionali tecniche orientali alle più moderne Meditazioni Dinamiche, alle visualizzazioni.
Nella Formazione Ulisse vengono proposte diverse tecniche in modo tale che la persona possa trovare quella più adatta a raggiungere quello stato di coscienza chiamato Meditazione.


Ci piace ricordare che la Meditazione non si può ”fare”, si possono fare molte Tecniche di Meditazione, ma la Meditazione accade e accade per ognuno con sensazioni e stati d’animo diversi spesso difficilmente descrivibili a parole.

Condividi!
un-tempo-per-essere-mamma-01

Un tempo per essere mamma

Nella nostra società, dove molti
valori sono cambiati e il tempo da dedicare ai figli è sempre meno, una mamma
può essere indotta a pensare che la richiesta di presenza, da parte dei propri
figli, sia eccessiva.

Sentiamo di dover ricominciare a
lavorare presto, di dover dare delle spiegazioni riguardo alla necessità di
rimanere con i nostri bambini, ci sentiamo inefficaci nel trovare regole e
tempi nuovi.

Perdiamo così di vista
l’importanza della maternità e della profonda esperienza che è l’allattamento,
se abbiamo fatto questa scelta. Viene a mancare il contatto con le emozioni
così vivide di questo momento.

Il corpo è cambiato in pochi
mesi: ha creato e lasciato andare con tutte le implicazioni ormonali che si ripercuotono
sullo stato emotivo.
Un corpo, non solo una mente, dovrà rimettersi in gioco in fretta, per esigenze
lavorative e per aderire all’idea-immagine che vogliamo dare di noi.

Le difficoltà che incontriamo
sono fisiche ed emozionali, il nostro pensiero si proietta già troppo avanti
verso una ripresa ideale che spesso non è reale o immediata come vorremmo.

Possiamo veramente trascurare il
coinvolgimento fisico ed emotivo del mettere al mondo un figlio?

Vogliamo parlare della nostra
incapacità a volte di chiedere aiuto?

Della nostra idea di dover essere
perfette per tutti?

Rischiamo spesso di aderire a
modelli preconfezionati, ma ogni bambino, così come ogni donna ha la sua
risposta, il suo momento, il suo sentire, un ambiente che la circonda e persone
che fanno parte della sua vita, di tutto questo si dovrà tener conto.

Imparare ad Amare, incomincia con
“l’Amarsi,” rispettando la propria natura, diversa e unica in ogni essere che
viene al mondo.

Prenderne coscienza forse non
aiuta a dare regole nuove alla fretta del mondo, ma ci serve a pensare, per
trovare un rispetto consapevole, un legittimo riconoscimento, un valore, in
quel Femminile che pulsa a volte inascoltato e che vogliamo tornare ad essere: un
Femminile che riconosce i suoi ritmi naturali è in armonia con l’Universo.

Condividi!
Accademia di Tara

Dove incominciano i sogni?

Dove incominciano i sogni?

Settembre è il mese degli inizi, le scuole, le palestre, il lavoro, i corsi, siamo tutti, un po’ curiosi e un po’ sospesi, nel nostro intimo sentire, come quando si aspetta una notizia e si spera sia buona.

Settembre, nelle ombre che cambiano, allungandosi tra i colori che annunciano silenziosi e un po’ intimoriti l’autunno.
Settembre nell’aria fresca del mattino, nell’uva fragola, nei fichi appena raccolti di un piccolo albero che esprime finalmente, il meglio di se.

Si, settembre è per me il mese dei grandi progetti, delle grandi sfide: è quel fermento che sento, nel corpo e nel cuore, la mattina appena apro gli occhi e ringrazio.
Si, più di tutti ringrazio settembre, perché il 15 del 2012, Terra di Tara apriva le porte alla Vita, a quella di tante belle persone e alla mia.

A volte mi costa fatica ritornare indietro, nutro un rispettoso amore per il presente, per le sensazioni nuove, anziché perdermi nel rimescolare sbiaditi ricordi, ma sento sia importante, scendere in quello spazio, per portare un pensiero a chi ora sta cercando il suo sogno.
Se tu stai cercando il tuo sogno, se ti stai chiedendo dove incominciano i sogni, forse queste parole, potranno farti guardare l’orizzonte con un’apertura nuova.

Un bel respiro, un lungo spazio di silenzio, un’emozione che ti sale sino agli occhi, una domanda.

Hai tutto il tempo, perché nella presenza attenta di te, forse, sta accadendo un miracolo.

I sogni incominciano, quando tra le erbe secche della paura, intravedi la possibilità di far spazio al seme che sei, quello che dorme al sicuro, tra la vita di sempre, tra le parole degli altri e le tue intuizioni, spente troppo presto, nella fretta di distogliere lo sguardo.

Incominciano quando ti rendi conto di essere viva, di essere la sola persona al mondo, ad essere responsabile della tua Vita, delle tue scelte, dei tuoi pensieri pieni di limiti e del tuo futuro.
I sogni incominciano quando a volte non hai altra scelta che prenderti per mano, come un’amorevole Madre e ascoltarti, come mai ti sei permessa di fare.

Là dove incominci a pensarlo possibile, immaginando nuove vie, nuovi incontri, nuovi percorsi, là inizia un nuovo sogno. 
Si srotola malizioso e tenace, come un bambino che sa come convincerti, ti fa uscire fuori al sole, per giocare con lui.

Ti farà sentire folle, diversa, irriconoscibile, ti addormenterà la sera fra mille paure, per risvegliarti al mattino, con nuove inimmaginabili energie.
Neanche saprai più chi eri prima, su che piedi camminavi, cosa pensavi di te e cosa pensavano gli altri.

Un bel respiro, il tempo che ti serve, un’emozione che sale sino agli occhi e la certezza che stavolta te la permetti fino in fondo, poi una domanda: “Cosa sogno, cosa sono qui a fare, in questo giorno di settembre, con le ombre che si allungano sui colori, annunciando un po’ timorosi l’autunno?”
Come posso realizzare il mio essere, così come sa fare il piccolo albero di fichi, esprimendo finalmente la Vita?

Resta ancora un momento, a guardare l’orizzonte, attendi con fiducia che il tuo respiro si mescoli alla luce.

Condividi!
meraviglia-01

Meraviglia

Vi invito a scrivere della Meraviglia, perché questa parola ha in se la fiducia, l’assenza di paura, la scoperta del nuovo e la sorpresa.

La Meraviglia ci riporta alla spontaneità dei bambini, al loro disarmante sguardo sul mondo, alla gioia più semplice.
È proprio partendo da questa emozione che possiamo imparare, ad usare la mente in modo diverso, in un modo meno abituale, ma più spontaneo e creativo.

La meraviglia ha a che fare con la meditazione, quando incontriamo in noi stessi, uno spazio di pace vibrante.
La meraviglia ha a che fare con la visualizzazione, quando lasciamo che la mente disegni i colori e le forme di un nuovo mondo.
La meraviglia ha a che fare con la preghiera, quando teniamo nel cuore le persone che amiamo, immaginandole, felici di essere se stesse e ci accorgiamo che accade.
La meraviglia ha a che fare con il pensiero, perché partendo da un pensiero la portiamo negli occhi e la sentiamo nel cuore.
La meraviglia ha a che fare con il gioco, perché giocando trasformiamo ogni piccola curiosità, in energia travolgente.

La meraviglia ha a che fare con la Consapevolezza, quella che ci serve per scegliere, di essere ogni giorno, nella vita, con Meraviglia.

Condividi!
tradire-le-idee-fisse-01

Tradire le Idee Fisse

L’importanza di cambiare idea

Ci sono cose che non vorremmo vedere e sentire, ci sono opinioni che non vogliamo cambiare, ci sono idee fisse impossibili da abbandonare, ci sono abitudini che neanche sappiamo di avere e che non cambieremmo per nulla al mondo.

Forse dipende dal fatto che i nostri genitori ci hanno insegnato che se cambi idea sei sbagliato, tradisci te stesso e gli altri.

In una certa cultura era così.

Così ci radichiamo al più presto in una idea che non è proprio la nostra e potremmo non accorgerci che non è più funzionale alla nostra vita.

La distanza che si crea tra ciò che pensiamo di dover essere e ciò che è il fluire nella vita, l’affidarsi, l’accettarsi impedisce di essere sereni.

Il nostro meglio vive autentico attraverso i piccoli gesti quotidiani, nel prenderci cura di noi stessi e di chi ci è vicino, permettendoci il grande potere del dubbio, dell’ascolto, della qualità animica della curiosità e della capacità di mantenere sempre aperta la mente.

Quando portiamo attenzione ad ogni passo, abitiamo la gratitudine anziché il lamento e tra l’amore che pretendiamo dal mondo e l’energia di amore che siamo non passa neanche un soffio di vento, allora saremo veramente liberi di varcare la soglia di ogni cuore, di ogni sogno e di ogni destino.

Perché, anche se non ci piace pensarlo, il destino siamo noi, anche se non ci piace scegliere, o avere la responsabilità di pensare qualcosa di diverso e preferiamo seguire il flusso degli eventi scelti da altri, anche così influenziamo il nostro destino.

Le grandi menti nel passato e ancora oggi hanno sempre pensato qualcosa di diverso dagli altri, hanno cambiato e cambieranno il mondo nonostante siano e saranno ancora, ostacolati e uccisi per le loro intuizioni, le loro ricerche libere e il loro amore.

Tutto così scomodo, così geniale e pulito, da essere Vero.

Succede sempre, succede ogni giorno, ma se penseremo con il cuore non conosceremo sconfitta, saremo sempre pronti, ancora una volta, a fluire semplicemente nella Vita, in una nuova frequenza anche oltre la vita stessa.

Condividi!
Il Lamento

Il Lamento

Una delle esperienze più interessanti che ho sperimentato nei primi tempi della ricerca personale è stata quella di portare attenzione al lamento.
Usiamo il lamento già dai primi momenti, ci aiuta ad esprimere ciò che ci infastidisce ed è assolutamente funzionale per palesare le prime emozioni che incontriamo nel grande spettacolo della Vita.
Vivo una esperienza e se non mi piace, attraverso il lamento, imparo che molte volte altri si attivano per cambiarla. Imparo presto che se ho freddo, fame, sonno, sono stanca, sono annoiata, sono arrabbiata, sono qualsiasi cosa i miei sensi e le mie emozioni, mi portino a riconoscere di me, se mi lamento qualcosa accade.

lo sviluppo della consapevolezza mi darà altri strumenti per cambiare una situazione: esprimo il giudizio, una opinione, scelgo, rimedio, riformulo, ripropongo, trasformo e ottengo i cambiamenti necessari a rendere più autentico il mio modo di essere, a farmi sentire più integro.

Diverso è quando il lamento diventa un modo di essere, di presentarsi al mondo, un atteggiamento, una abitudine, in quel momento il lamento diventa disfunzionale e limitante.
Ecco che incomincio a relazionarmi troppo spesso attraverso di esso, ricalcando ogni aspetto della vita, divento giudicante, risucchiata e quasi posseduta da un modo di interpretare le cose che accadono, con un tipico “mugugno” che mi pervade e toglie energia a me e inevitabilmente a chi ho vicino.
Il lamento diventa presto una forma di pensiero che colora le mie scelte, le limita, mi trattiene nella paura, mi fa sentire e riconoscere come vittima di qualcosa o di qualcuno.
Il lamento, anche se non verbalizzato, esiste spesso sullo sfondo come un’ombra, pronto a togliere vitalità, limitando quella frequenza necessaria a trasformare i nostri sogni in Realtà

Come uscire da tutto questo?
E’ importante riconoscere il lamento in ogni sfumatura e frequenza, ricorrere all’osservatore interno che intervenendo riaccende la luce della consapevolezza.
Attraverso l’ascolto di noi stessi e l’atto di volontà necessario ad ogni cambiamento, in un atteggiamento di gratitudine e amore per la Vita, cominciare ad osservare i nostri pensieri, senza giudizio.
Provando l’esperienza del non lamento, avremo a disposizione un’energia rinnovata e trasformatrice che ci permetterà di vivere da interpreti principali il magico spettacolo che amo chiamare Vita.

Mariangela Vinai

Condividi!
Naturopatia

Il Processo di Crescita Personale

Quando si parla di “Crescita Personale”, “Sviluppo della Coscienza e della Consapevolezza” si descrive un processo che, attraverso diversi stadi, permette alla persona di dare un senso all’ Esistenza, di affrontare gli eventi del quotidiano con minor fatica e di realizzare il proprio potenziale umano.

Attraverso questo processo si diventa gradualmente responsabili, integri in un’ottica di completezza.

Si diventa sensibili ai messaggi trasmessi attraverso il corpo dalle percezioni e dalle sensazioni, senza trascurare gli aspetti cognitivi delle varie situazioni, ci si orienta con maggior sicurezza e serenità negli accadimenti della vita.
Ci si apre alla relazione, alla capacità di accogliere il diverso da sé, l’imprevisto, il cambiamento come parti del progetto della nostra vita, a volte misterioso, a volte difficile, o miracoloso del quale siamo comunque co-creatori.

Si incontra una qualità di Amore slegato dal bisogno, dalla dipendenza, dal giudizio e dal possesso, ma ricco di passione, radicamento e gratitudine.

Diventa così più facile e frequente abitare quello spazio interiore definito “Se”. Questa è una zona dove impariamo a scegliere i pensieri che vogliamo pensare, vivere emozioni intense senza paura, affrontare gli eventi della vita con atteggiamento positivo, non soffrire per sensi di colpa, avere più Calma ed Energia. In una parola Essere Integri.

Come abbiamo detto l’evoluzione della Coscienza è un processo, un percorso che prevede diverse tappe, percorribili per ognuno con tempi differenti.
Ogni tappa ci condurrà ad un diverso stato di coscienza che sarà rivisitato e aggiornato costantemente durante il nostro percorso di vita.

Il punto di partenza di questo viaggio che abbiamo chiamato “Crescita Personale” è lo stato di coscienza ordinario, quella situazione in cui si ha poca o nessuna consapevolezza di se stessi e si è pressoché completamente proiettati all’esterno.
E’ uno stato di separazione: noi ed il mondo.
Gli altri rappresentano l’elemento a cui spesso dare la colpa di ciò che ci accade.
La mente è la nostra padrona, contiene tutte quelle idee fisse e stereotipate che ci permettono comunque di camminare faticosamente nella nostra vita.
Il passato ingombra sempre, o molto spesso, il presente ed il futuro.
Ci consolano i beni materiali anche se per poco tempo.
Le emozioni ci disturbano, sovente ne abbiamo paura e comunque poca percezione.
Viviamo in funzione degli altri, cercando amore e riconoscimento ma quando arriva non ne sentiamo il nutrimento.
Potremmo continuare per ore a descrivere le situazioni disfunzionali che caratterizzano lo stato di coscienza ordinario, ma riassumiamo dicendo che in questa situazione la Vita ci scorre accanto come un film di cui non siamo registi, ma solo attori o comparse.

A questo punto può nascere in noi il dubbio che la Vita non sia proprio così.
Abbiamo sentito parlare di “Spiritualità” ed allora, ancora con il nostro solito approccio “sono fatto così”, ci rivolgiamo alle innumerevoli offerte che troviamo su internet (non molto tempo fa avremmo dovuto raggiungere almeno un Monastero) per capire.
Se siamo attenti, fortunati, o semplicemente pronti, incontreremo persone che con i più disparati approcci, metodi, o tecniche, per prima cosa ci diranno che non c’è nulla da capire ma molto da comprendere, cioè da far scendere nella esperienza corporea ed emozionale.

Per motivi puramente didattici dividiamo questo processo in varie Fasi ben sapendo che esse sono solo in parte propedeutiche e che spesso ci ritroveremo a passare, anche in un solo giorno, da una all’altra fase.

1)   Fase dell’osservazione
il Percorso di “Crescita Personale” inizia con il Processo di osservazione: attraverso le tante tecniche di Meditazione, lo Yoga, lo Shiatsu, e altre mille discipline antiche e moderne atte a generare rilassamento ed a sviluppare l’attenzione e l’ascolto impariamo che noi non siamo i nostri pensieri, o le nostre emozioni, che la nostra mente è importante, ma non è l’unica bussola con cui navigare nella vita, che possiamo fidarci delle nostre percezioni e sensazioni.

Gradualmente riconosciamo le nostre necessità, i nostri diritti umani, i nostri desideri e sogni, e identifichiamo ciò che ci ha allontanato da tutto questo.
Inizia così a svilupparsi dentro di noi quello che definiamo il Testimone, un osservatore attento, non giudicante, fenomenologico, accogliente che permette l’inizio del Processo di disidentificazione.

2)    Fase della disidentificazione e della integrazione
In questa fase, gradualmente e a volte con difficoltà, lasciamo andare quelle che sono le nostre idee fisse su come dovrebbero andare le cose, il giudizio nostro e altrui, gli introietti con cui siamo stati allevati e favoriamo il processo di integrazione.
Comprendiamo che la vita non è come dovrebbe essere. E’ quella che è. Il modo in cui la si affronta fa la differenza.
Rivisitando la nostra storia personale da un punto di vista nuovo, diventiamo capaci di accogliere anche quelle parti di noi che non ci piacciono troppo, di accettare il passato per quello che è stato sapendo che il presente ed il futuro possono essere altra cosa.
Sono le fasi in cui incontriamo la paura, la confusione e la destabilizzazione e le resistenze.
Per attraversarla si richiede coraggio e determinazione.
Di grande aiuto, in questo frangente è il percorrere questa fase in compagnia di altre persone con il medesimo intento: il Gruppo, un posto sicuro dove condividere e contemporaneamente insegnare e imparare.
In un’ottica di attraversamento della propria ed altrui esperienza il rispecchiamento diviene condivisione formativa.

3)   Fase della accettazione
Le precedenti fasi sfociano nel processo di accettazione, quella situazione in cui può avvenire il perdono e la pacificazione con i nostri vissuti.
E’ questa una fase di graduale riconoscimento della nostra storia personale come unica, alla quale dare il valore che le spetta.
Usciamo finalmente dal ruolo di vittima per entrare in quello di protagonisti.

4)   Fase della Consapevolezza
Raggiunto questo stato di equilibrio inizia la fase dello sviluppo della Consapevolezza.
Liberati dai nostri preconcetti entriamo in nuove esperienze con curiosità, creatività, sostenuti da una presenza costante.
La nostra qualità di Amore è cambiata: proviamo Amore per l’essere che siamo, sappiamo riconoscere nel prossimo, con misericordia, (letteralmente ricordandoci delle nostre miserie) parti di noi.
E’ ciò che ci induce ad essere meno giudicanti, più comprensivi.
La consapevolezza di chi siamo fa si che i nostri confini siano chiari, ben identificati, ma flessibili, adattabili alle mutevoli situazioni.
Ci è chiaro il concetto di responsabilità.
Riconosciamo i nostri talenti e le nostre fragilità, sappiamo di poter cadere, ma siamo in grado di rialzarci più velocemente.
Conosciamo gli effetti della paura e siamo in grado di scegliere di stare nella fiducia.
Il nostro stile di vita è diventato semplice, sobrio e nel contempo ricco;  spesso ci sentiamo pieni di gratitudine.
Tutto questo, con buona probabilità, genererà buone relazioni con noi stessi, con il prossimo e con tutto il Sistema che ci circonda.

5) Fase di consolidamento della Consapevolezza
Il Processo di consolidamento della consapevolezza dura per tutta la vita, ci saranno sempre prove per permetterci di vedere quando perdiamo il nostro centro e ci accorgeremo di quando serve un respiro profondo per ritrovare la nostra integrità e coerenza.

6) Fase dell’irradiazione
A questo punto è possibile nasca in noi il desiderio di irradiare attorno a noi quella “luce” che sentiamo di avere dentro: entriamo nella fase della comunicazione.
Desideriamo trasmettere ad altri lo stato di benessere che viviamo e potremo scegliere di farlo in infiniti modi: con i nostri lavori, con la nostra arte, con il metterci al sevizio di un disegno globale di sviluppo ed evoluzione della coscienza collettiva.
Di solito, sentita questa pulsione, inizia una ricerca che può sfociare in un progetto formativo: che sia un Corso o un’esperienza, si attiva in ogni caso la volontà (ed anche la necessità) di apprendere modalità adatte allo scopo.

7) Fase della trascendenza
E’ una fase che in qualche momento tutti raggiungiamo, di fronte ad uno spettacolo della natura, quando siamo artefici o testimoni di un gesto estremo, eroico, un evento inaspettato, un orgasmo…
Quando si è ampliata e sviluppata la Coscienza e la Consapevolezza questo stato dell’essere è più facilmente raggiungibile e la sua comparsa è più frequente.
Le parole non sono adatte ad esprimere questi attimi diremo soltanto che è la semplice sperimentazione dell’Essere, l’esperienza del Tutto.

Vibriamo in sintonia con l’esistenza e quanto espresso da Albert Einstein ci appare chiaro:
“Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. “Sintonizzati” alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà.
Non c’è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica.”

La spiritualità non è un modo di essere, è un modo di camminare.

Condividi!
Cammino lento

Il Tempo Lento

Il 2019 è stato definito l’anno del turismo lento, questo mi fa riflettere su quanto poco conosciamo di ciò che ci circonda, sul fascino delle nostre terre, dei sentieri tra i boschi o delle antiche vie del sale, che silenziose e dimenticate, si snodano tra le pianure e le montagne sino al mare, dove il vento sembra ancora accompagnarci a sentire le voci, di chi con pazienza e fatica le percorreva.

Rifletto, per analogia, sulle nostre terre interiori, ai possibili percorsi introspettivi, ricchi di scoperte, di svolte e intuizioni che ci portano a trovare in noi le risposte, anziché cercarle fuori, attratti da mete intricate che ci spingono spesso lontano dalla gioia semplice e unica di stare, nella quiete di un Se conosciuto e vibrante.

In questo anno dei cammini lenti possiamo divenire curiosi viandanti e turisti di noi stessi, per sentirne la ricchezza, per sentire sicuri i passi nelle scelte e nei cambiamenti della vita, per camminare in terre finalmente, profondamente amate, per dare nuovi valori ad un mondo confuso e attraverso l’esperienza e la lentezza, riscoprire il sapore prezioso del Tempo.

Condividi!
la mente puo scegliere

La mente può scegliere

“Camminavo nel bosco sul piccolo sentiero che mi conduceva a casa, il buio della sera mi riempiva di inquietudine…”
 
Il buio ci fa sentire senza protezione, ci porta nelle nostre paure più antiche.
La paura confonde le idee, toglie energia, blocca il respiro, la paura non fa crescere, serve a difendersi dal pericolo imminente.
Impregna le ferite del passato e le alimenta, per riportarle nel futuro, senza via di fuga.
 
…”Non voltarti a guardare, la paura così non ti prenderà”
disse mia nonna che mi seguiva a pochi passi di distanza, la sua voce gioiosa si confondeva tra i rumori del bosco.
Stavamo tornando dal Rosario di maggio, non ho mai scordato quella frase, è stato allora che ho imparato che avrei potuto guardare solo ciò che mi serviva guardare, per non essere preda della sopravvivenza, ma per lasciarmi prendere dalla vita.
 
Vita è sperimentare per capire ciò che ci fa stare bene, Vita è scrivere ogni giorno una pagina nuova, dove il passato non colora più il foglio, dove il futuro non ha nessuna importanza, perché ad oggi sconosciuto.
 
È stata quella la prima volta che ho scelto per me, che ho sentito nel corpo sciogliersi la tensione, nei pensieri leggerezza, nei miei passi di bambina la trasformazione della paura in coraggio.
In quel momento ho sentito che la scelta era solo mia, mia la responsabilità, mia la forza di lasciarmi attraversare da questa emozione senza arrendermi, se non per poco.
Condividi!