La ricerca del Senso

La Ricerca del Senso

La Ricerca del Senso

Ci scopriamo spesso inseguire qualcosa che dia un senso alla Vita, abbiamo un bisogno profondo di credere in ciò che facciamo, istruzione, figli, famiglia, lavoro…assolutamente vero.

Un senso che però a volte difficile ritrovare, perché spesso il mondo fuori non risponde come vorremmo, ci misuriamo con forze contrastanti, relazioni complicate, dove non ci sentiamo capiti…
Così aumentiamo le resistenze, il giudizio, la delusione, verso i figli, i carichi di lavoro, le aspettative sono un crescendo di disillusioni, dove gli altri sembrano essere sempre meglio di noi.

I nostri corpi stanchi ci manifestano la fatica, la fatica si trasforma inesorabilmente in lamento, tutto si confonde tra sintomi fisici e ansia di prestazione.
In questa modalità è facile perdere la rotta, sentirci naufragare, rassegnarci al fallimento, odiare il mondo, dare la colpa a tutto ciò che ci rallenta.

Un antico detto Buddista dice: “Quando sei troppo di fretta e hai troppe cose da fare fermati e medita”

Già sembra paradossale, ma è infinitamente necessario darsi il tempo di osservare i nostri meccanismi, quelli che mettiamo in atto automaticamente, per rispondere ad un sistema folle di compressione della parte più “autentica di noi stessi”,la nostra Umanità, la nostra Essenza.

Fermati e riporta l’attenzione a Te, a chi sei dentro veramente, a ciò che è dissonante nella tua Vita.

Restituisciti quella Verità che veramente darà un Senso a tutto ciò che è stato sino ad oggi, perché nulla è stato inutile, se ne sai riconoscere dentro di te l’insegnamento.
La tua Verità ovviamente, preziosa per riportarti a casa e per permetterti di intravvedere tra le nebbie la luce necessaria a riprendere una nuova rotta.

Ristabilire confini, riformulare domande, interrompere un po’ la scia di idee fisse che compongono l’arcipelago delle nostre modalità relazionali.
Quelle che ci portano a rispondere alla Vita nella modalità “caratteriale” disfunzionale, sempre la stessa, quella identificata con le aspettative deluse e la personalità ferita…

Questo è un frammento di quanto potrai imparare nel Percorso con il Metodo Ihbes®, dove attraverso la Presenza a Te, incontrerai gli Strumenti necessari ad una più profonda e amorevole Consapevolezza.
La rotta la sceglierai Tu insieme agli orizzonti, noi abbiamo la Mappa e gli Strumenti, quelli semplici che ti guidano verso l’Isola del Sé.

Soffieranno ancora e sempre i Venti della Vita, ma avrai ancora voglia di fare così tanta fatica e resistenza?

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Trasforma la tua vita con il Counseling Relazionale

Migliora la tua vita con il Counseling Relazionale

Il Counseling è un processo di sviluppo della Coscienza e di Crescita Personale, che aiuta le Persone a comprendere meglio se stesse e a navigare attraverso le sfide della vita.

Diventare un Counselor di sé stessi significa acquisire le competenze e gli strumenti per gestire le proprie emozioni, pensieri e comportamenti in modo più efficace e consapevole.

Partecipare a una Formazione in Counseling, come quella offerta dall’Accademia di Tara, non implica necessariamente svolgere la Professione di Counselor, ma può essere un modo per integrare le competenze acquisite nella vita quotidiana, migliorando le relazioni interpersonali e raggiungendo una maggiore armonia interiore.

Gli obiettivi più profondi dell’individuo spesso riguardano il desiderio di avere relazioni sane e di trovare pace nel proprio cuore.
Il Percorso di Formazione in Counseling offre l’opportunità di apprendere attraverso l’esperienza personale, di riflettere sui propri vissuti, sviluppando una maggiore consapevolezza di sé e responsabilità nelle proprie scelte.
Questo processo può portare a un cambiamento significativo, aprendo le porte a nuove esperienze e scelte più in linea con la propria Indole.

Il Counseling è una pratica preziosa per affrontare sfide personali, la paura del rifiuto e del giudizio altrui.
Queste paure possono essere un grande ostacolo nei nostri progetti e sogni.
Il Counseling, in questo contesto, mira a insegnare come accettare, integrare e armonizzare le diverse parti di sé.

Partecipare a incontri di Formazione di gruppo, come un weekend al mese, può essere particolarmente interessante in quanto si ha l’opportunità di condividere esperienze e ascoltare testimonianze di altri, facilitando così l’apprendimento e l’ispirazione reciproca.
Inoltre, l’ambiente di gruppo favorisce la creazione di un contesto di sostegno e comprensione, dove ciascuno può esplorare e attuare i cambiamenti relazionali desiderati in un ambiente sicuro e accogliente.
Il Counseling in gruppo diventa così non solo un percorso di crescita personale ma anche un’occasione per sviluppare relazioni più profonde e significative con gli altri.

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Indole

L’Indole

L’Indole

Conoscere la nostra Indole, con il fine di scoprire i nostri talenti è un privilegio e ci accompagna ad un’armonia interiore, di certo più radicata e profonda.

Essere in sintonia con la propria essenza porta una diminuzione dell’ansia e delle spiacevoli crisi di panico, che spesso nascono proprio per scuoterci e far emergere il “Vero in noi”.

Quell’autenticità che si racchiude nella nostra Anima vuole finalmente, necessariamente viversi nel suo specialissimo e personale piano di volo.

È una ricerca che si ricollega alla memoria di quando eravamo bambini, all’esperienza fatta nelle relazioni, all’immagine che veramente abbiamo di noi stessi, quella più profonda, che spesso trascuriamo per una infinità di precedenze e motivazioni.

Non è mai troppo tardi per riconoscere tutti quegli aspetti della nostra Indole, che oggi si possono trasformare in talenti in nuove opportunità.

Se lasciamo che emergano i ricordi, invitandoli a seguire una certa direzione, possiamo sorprenderci nel vedere che un filo invisibile li attraversa e li unisce, come una ghirlanda di fiori.
Le caratteristiche della nostra Indole ci arrivano spesso anche dalle sottili memorie del corpo e del cuore, per questo motivo si fanno esperienze che passano dall’arte, al suono della voce, al movimento libero.
Nella profonda e meravigliosa conoscenza di chi siamo, la invitiamo man mano ad emergere, per  renderla manifesta e sostenerla, affinché si esprima con armonia nella vita, ricca di forza ed entusiasmo.

Dalla mia Indole ad esempio emerge un talento nell’osservare e nell’ascoltare, passavo già da bambina lunghe ore solitarie in contemplazione della natura.
Mi piaceva osservare le cose al contrario e immaginare di viverle diversamente.

Sono sensazioni precise, che oggi metto a fuoco nella capacità di ricercare sempre nuovi punti di vista, senza mai accontentarmi della prima impressione che mi arriva, ho un’indole curiosa.
Che sia un evento o un’idea, un progetto o una persona che incontro, non so racchiudere tutto in un solo colore, ma ne osservo con pazienza tutte le sfumature possibili.
Questo mi permette di accompagnare le persone che incontro verso nuove intuizioni e comprensioni, iniziando così un Viaggio di integrazione delle parti più nascoste e sfuggenti.

Un’esperienza di vita, un’idea, una sensazione ancora da scoprire, da accogliere, da sperimentare, da stemperare in quell’infinito emergere di “cose”, per arrivare ad una vita sempre più essenziale, nei sui Valori.
Autentica ed essenziale al fluire nella realtà di oggi.

Tutti noi possiamo accorgerci di essere immersi in un totale e vertiginoso cambiamento.
Repentinamente si trasformano gli eventi, le persone, il mondo del lavoro, la società, è una continua danza nel danzare della Vita.
Dove oggi una porta non si aprirà più sullo stesso panorama di ieri, dove l’incertezza dilaga, perché non ha appoggi concreti, stabili e conosciuti.
Dove non possiamo che fare affidamento su noi stessi, in noi stessi, per restituire verità al mondo fuori.

Senza la conoscenza di chi veramente siamo e lontani dal mettere in pratica i nostri talenti naturali, rischiamo di ritrovarci in balia di una continua tempesta di incertezze.

Senza l’appoggio nello spazio fermo di un sentimento, che abbia veramente profonde radici nell’Esperienza e nella volontà del cuore, rischiamo di dimenticare che la Soluzione è in Noi.

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Tecniche di Meditazione

Le Tecniche di Meditazione

Le Tecniche di Meditazione

Meditazione è una parola che arriva dal latino meditatio, ovvero “riflessione”. Questo termine però non chiarisce a fondo il concetto di Meditazione.

Si tratta in pratica di portare l’attenzione nel momento presente, al respiro e alle percezioni corporee con un atteggiamento di sospensione di giudizio e di accettazione di quello che succede. 
La Meditazione è in sostanza un metodo per conoscersi a fondo e lavorare con se stessi che può generare uno stato di profonda pace interiore quando la mente è calma e silenziosa.

La Meditazione non è una pratica religiosa: sebbene venga impiegata da millenni in diversi rituali religiosi e sia affine alla preghiera sotto molti aspetti, la meditazione nasce molto prima delle religioni, e la pratica meditativa in sé non è collegata in alcun modo ai rituali sacri. L’unico punto in comune è la possibile riscoperta della propria spiritualità.
La Meditazione non è un mezzo per indurre visioni mistiche e non va praticata aspettandosi effetti speciali, qualunque aspettativa rende vana il tentativo di meditare.
La Meditazione può essere usata come una semplice tecnica di rilassamento o come un mezzo profondo per la crescita della consapevolezza, come una forma di cura di sé.

I benefici della meditazione sono ormai noti ed esistono letterature corpose e solide evidenze scientifiche.
La National Library of Medicine, creata dal governo federale degli Stati Uniti d’America, è la più grande biblioteca medica del mondo e accoglie moltissimi studi pubblicati sulle riviste medico-scientifiche che trattano dei vantaggi derivanti dal praticare la Meditazione e quanto la Meditazione possa aiutare a ripristinare uno stato di benessere e di equilibrio.

Le differenze fra le tecniche meditative esistenti e gli scopi del meditare sono davvero molte: dalle tradizionali tecniche orientali alle più moderne Meditazioni Dinamiche, alle visualizzazioni.
Nella Formazione Ulisse vengono proposte diverse tecniche in modo tale che la persona possa trovare quella più adatta a raggiungere quello stato di coscienza chiamato Meditazione.


Ci piace ricordare che la Meditazione non si può ”fare”, si possono fare molte Tecniche di Meditazione, ma la Meditazione accade e accade per ognuno con sensazioni e stati d’animo diversi spesso difficilmente descrivibili a parole.

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Meraviglia

Meraviglia

Meraviglia

Vi invito a scrivere della Meraviglia, perché questa parola ha in se la fiducia, l’assenza di paura, la scoperta del nuovo e la sorpresa.

La Meraviglia ci riporta alla spontaneità dei bambini, al loro disarmante sguardo sul mondo, alla gioia più semplice.
È proprio partendo da questa emozione che possiamo imparare, ad usare la mente in modo diverso, in un modo meno abituale, ma più spontaneo e creativo.

La meraviglia ha a che fare con la meditazione, quando incontriamo in noi stessi, uno spazio di pace vibrante.
La meraviglia ha a che fare con la visualizzazione, quando lasciamo che la mente disegni i colori e le forme di un nuovo mondo.
La meraviglia ha a che fare con la preghiera, quando teniamo nel cuore le persone che amiamo, immaginandole, felici di essere se stesse e ci accorgiamo che accade.
La meraviglia ha a che fare con il pensiero, perché partendo da un pensiero la portiamo negli occhi e la sentiamo nel cuore.
La meraviglia ha a che fare con il gioco, perché giocando trasformiamo ogni piccola curiosità, in energia travolgente.

La meraviglia ha a che fare con la Consapevolezza, quella che ci serve per scegliere, di essere ogni giorno, nella vita, con Meraviglia.

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Il Lamento

Il Lamento

Il Lamento

Una delle esperienze più interessanti che ho sperimentato nei primi tempi della ricerca personale è stata quella di portare attenzione al lamento.
Usiamo il lamento già dai primi momenti, ci aiuta ad esprimere ciò che ci infastidisce ed è assolutamente funzionale per palesare le prime emozioni che incontriamo nel grande spettacolo della Vita.
Vivo una esperienza e se non mi piace, attraverso il lamento, imparo che molte volte altri si attivano per cambiarla. Imparo presto che se ho freddo, fame, sonno, sono stanca, sono annoiata, sono arrabbiata, sono qualsiasi cosa i miei sensi e le mie emozioni, mi portino a riconoscere di me, se mi lamento qualcosa accade.

lo sviluppo della consapevolezza mi darà altri strumenti per cambiare una situazione: esprimo il giudizio, una opinione, scelgo, rimedio, riformulo, ripropongo, trasformo e ottengo i cambiamenti necessari a rendere più autentico il mio modo di essere, a farmi sentire più integro.

Diverso è quando il lamento diventa un modo di essere, di presentarsi al mondo, un atteggiamento, una abitudine, in quel momento il lamento diventa disfunzionale e limitante.
Ecco che incomincio a relazionarmi troppo spesso attraverso di esso, ricalcando ogni aspetto della vita, divento giudicante, risucchiata e quasi posseduta da un modo di interpretare le cose che accadono, con un tipico “mugugno” che mi pervade e toglie energia a me e inevitabilmente a chi ho vicino.
Il lamento diventa presto una forma di pensiero che colora le mie scelte, le limita, mi trattiene nella paura, mi fa sentire e riconoscere come vittima di qualcosa o di qualcuno.
Il lamento, anche se non verbalizzato, esiste spesso sullo sfondo come un’ombra, pronto a togliere vitalità, limitando quella frequenza necessaria a trasformare i nostri sogni in Realtà

Come uscire da tutto questo?
E’ importante riconoscere il lamento in ogni sfumatura e frequenza, ricorrere all’osservatore interno che intervenendo riaccende la luce della consapevolezza.
Attraverso l’ascolto di noi stessi e l’atto di volontà necessario ad ogni cambiamento, in un atteggiamento di gratitudine e amore per la Vita, cominciare ad osservare i nostri pensieri, senza giudizio.
Provando l’esperienza del non lamento, avremo a disposizione un’energia rinnovata e trasformatrice che ci permetterà di vivere da interpreti principali il magico spettacolo che amo chiamare Vita.

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gratitudine

L’ importanza della Gratitudine

L’ importanza della Gratitudine

gratitudine

Insegniamo ai bambini a dire “Grazie” ogni qual volta ricevono qualcosa e si considera buona educazione ringraziare in molteplici occasioni durante il giorno. Questo automatismo rischia di farci perdere il vero senso del ringraziamento relegandolo ad una buona abitudine.

Nei mille “grazie” che diciamo in una giornata il più delle volte manca il sentimento che dovrebbe dar vita a questa parola: la gratitudine

Citando Oscar Wilde 
“Io non voglio cancellare il mio passato, perché nel bene o nel male mi ha reso quello che sono oggi. Anzi ringrazio chi mi ha fatto scoprire l’amore e il dolore, chi mi ha amato e usato, chi mi ha detto ti voglio bene credendoci e chi invece l’ha fatto solo per i suoi sporchi comodi. Io ringrazio me stesso per aver trovato sempre la forza di rialzarmi e andare avanti, sempre.”

Provare il sentimento di gratitudine nei confronti del prossimo e di noi stessi ci connette all’Esistenza, apre la porta all’accettazione di tutte le situazioni che non ci è dato di cambiare e ci permette di non sentirci debitori per le infinite cose belle che ogni giorno ci succedono e che spesso diamo per scontate per il semplice fatto che non ci sono mai mancate.

Uscire dall’automatismo del grazie vuoto e formale non è difficile, basta far precedere alla buona abitudine di dire grazie quella di trarre un profondo respiro. Il respiro ci connette con il nostro sentire profondo. Nel dire “grazie” potremo così percepirne la vibrazione e concederci la bellissima sensazione di leggerezza ed allegria che il sentimento sincero della gratitudine offre.

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